RISULTATI

Alla call for works sono pervenute 28 proposte di cui un terzo proveniente dalla regione del Veneto. L’età me­dia degli autori che hanno risposto è 30 anni. I criteri applicati dal comitato di selezione sono il giudizio complessivo, il contributo alla diversità del programma, l’originalità e la significatività estetica, la rilevanza tecnica, il pari sviluppo della parte sonora e visiva, il rapporto qualitativo tra parte sonora e visiva, la valenza estetica dell’esecuzione dell’opera.

Artisti selezionati

DANIELE COSTA, NICOLA ZOLIN, SIMONE ROSSI

THE WEANING OF GOODS, A MECHANICAL AFFAIR
audiovideo, 12’52” (2017)

The weaning of goods, a mechanical affair nasce con il desiderio di indagare i meccanismi e i tempi che regolano i ritmi all’interno dei terminal portuali. Il film è ambientato nei terminal Multiservice e Container del porto commerciale di Porto Marghera, inserito nell’area industriale veneziana. Una sinfonia mecca­nica per prendere coscienza di questi luoghi dedicati al trasferimento della merce in arrivo dal mare o prossima a lunghe traversate, quando ancora non è comodamente disponibile alla vendita al dettaglio. Granaglie, metalli pesanti, generi alimentari, merce di piccola taglia; sebbene passi di qui la maggior parte dei prodotti che ci cir­condano o ingeriamo, questi spazi rimangono poco accessibili e conosciuti, isolati in zona franca. Con curiosità silente e osservazione, la fotografia si sofferma sulle diverse dinamiche che scandiscono le ore in questa catena di montaggio a cielo aperto. Il suono riprende l’intima maestosità del luogo, avvalendosi esclusivamente di sonorità riprese all’interno del sito e successivamente snaturate o portate al massimo del loro potenziale, al­ternando fragorosi picchi sonori provocati da materiale industriale a lenti movimenti meccanici in un continuo e repentino scambio e dialogo con lo spettatore.

NICOLA CAPPELLETTI, ANDREA STAIANO

COLOPHONIA
audiovideo, 7′ (2017)

La colofonia è la “pece greca”, usata per aumentare l’attrito dell’archetto sulle corde del violino. Nar­razione sonora di una genesi e di un percorso, in cui tutti i suoni sono generati unicamente dal violino ed elaborati elettronicamente, il brano si propone come una metaforica rappresentazione di una dialettica tra tono e rumore, pece e cassa armonica, attrito e risonanza. Un percorso che alterna momenti di tensione e di rilascio, in cui la ricerca dell’equilibrio viene continuamente contraddetta e sgretolata, fino a una catarsi finale negata.
La trasposizione visiva reagisce alla tessitura musicale adattandosi ai cambiamenti, ai glitch, alle poliritmie, alle ripetizioni e ai decadimenti, cercando nuova forma ma rimanendo in perpetua evoluzione.

VALENTINA FURIAN, MATTEO POLATO

MI ASPETTO SEMPRE CHE DIVENTI VULCANO
audiovideo, 13’02” (2017)

Mi aspetto sempre che diventi vulcano è il risultato di una performance avvenuta a settembre di quest’anno. Ho lavorato ai piedi di una montagna dalla forma peculiare: due cuspidi ne tracciano la cima, è il Monte Summano. Mi aspetto che dietro a quelle cuspidi sia nascosto un cratere, mi aspetto che un giorno si trasformi in un vulcano. Ho lavorato in un’azienda metalmeccanica, entrando in officina l’odore è fortissimo, il rumore assordante, c’è un brulicare di persone ancora sconosciute.
Tutto questo mi riporta all’interno di un altro vulcano: quello mitologico di Efesto, il dio della metallurgia, l’artefice supremo, chiamato Vulcano nella mitologia romana. Mi aspetto sempre che diventi vulcano ha inizio da queste suggestioni, da un’aspettativa che ho deciso di innescare. Ho scelto un luogo neutro, il capannone che solo nei prossimi mesi diventerà parte produttiva dell’azienda. E in quegli spazi ho deciso di attivare il mio vulcano. Mi aspetto sempre che diventi vulcano è una performance che crea delle connessioni tra la realtà quotidiana dell’azienda e la realtà mitologica della fucina di Efesto.
La performance agisce negli spazi di un’installazione ambientale definita da interventi effimeri di luce e fumo, da elementi scultorei, da un disegno e un paesaggio sonoro, tutti risultati estetici dei meccanismi e dei materiali processati in azienda. Il suono nasce dal lavoro e dagli strumenti della fabbrica, come materiale grezzo. Un al­tro lavoro e degli altri strumenti lo scolpiscono e modellano successivamente, dal materiale vengono estratti ambienti sonori nascosti, echi di presenze sotterranee, voci quasi, ribollenti attività vulcaniche.

VINCENZO LUCA PICONE

AUTOMATIC
audiovideo, 8’43” (2017)

L’automatismo dell’elettrodomestico, portato al parossismo. La macchina durante il suo funzionamento collassa, prende autonomia e indipendenza.

TEONAS BORSETTO

AV3
performance per televisori CRT, computer e dispositivo elettroacustico, 7′ (2017)

AV3 è una performance che nasce dall’idea di poter utilizzare la televisione (a tubo catodico) come unica fonte di materiale audio e video. Rivaluta la stessa nella sua figura di “intrattenitrice” e riflette sulla possibilità di usare la televisione come risorsa audio video a sé stante, senza l’attacco ad un’an­tenna o un’emittente radio televisiva.
Per questa ragione, gli unici input sonori utilizzati sono delle registrazioni in tempo reale, attraverso due micro­foni, dei rumori e dei fischi prodotti dalle televisioni nel processo di proiettare l’immagine sullo schermo. I segnali vengono quindi elaborati e processati dall’artista che, con la pratica del live coding, utilizza il materiale audio per costruire convoluzioni e divisioni fra i segnali. I segnali audio sono quindi trasmessi agli ingressi video delle televisioni, le quali rispondono a frequenza ed ampiezza del segnale, generando immagini in bianco e nero.
In questo modo, si viene a costruire un circuito chiuso fra microfoni, altoparlanti e monitor. L’artista è incaricato di interagire con la struttura e costruire la sua performance.

VALENTINO RUSSO

THE ENDLESS GYMKHANA
audiovideo, 6′ (2017)

The Endless Gymkhana (la gincana infinita) è un racconto audio­video che affronta i temi della società e della produzione di massa, collegate alle dinamiche del mercato e dell’intrattenimento, combinando ma­ teriali disparati in un ipnotico videoclip.
La musica è composta da melodie semplici e ripetitive, accompagnate da bassi e batterie elettroniche, dal ritmo incalzante e a tratti minaccioso. Attraverso l’uso di “found footage” i video vengono sottratti al loro con­ testo originario e, grazie anche alla musica, dotati di nuove chiavi di lettura, in un riciclo potenzialmente infnito.
Timmy O’Tool è uno pseudonimo, un progetto musicale il cui sound si rifà alla timbrica della “trap”, un’evoluzione del rap nata in America nei sobborghi di Atlanta. La trap è la voce degli emarginati delle metropoli che “intrappolati” e schiacciati dal sistema hanno trovato nella distribuzione indipendente di musica autoprodotta un modo di investire i soldi sporchi ed uscire dalla “trappola”.

SIMONE SIMS LONGO

NEUTRO
performance audiovisiva, 25′ (2017)

Neutro è una performance audiovisiva multi­canale che indaga il concetto della non appartenenza at­traverso geometrie sonore che si evolvono nel tempo e nello spazio. La performance audiovisiva è di­visa in quattro sezioni, in ogni sezione viene implementata una tecnica video differente: OpenGL computer grafica, found footage ­ shuffling, blending e generazione di colori tramite il rumore. La parte musi­cale viene eseguita con forma contigua, frazionata da arresti e digressioni. Il materiale sonoro segue un pro­cesso di accumulazione sviluppandosi attraverso reiterazioni asincrone dei samples; ne risultano tessiture sonore poliritmiche che progrediscono tramite lo spazio. Il lavoro è stato composto durante una residenza allo ZKM di Karlsruhe (IMA ­ Institute for music and acoustics). La performance viene eseguita in tempo reale con Ableton e Max.

Biografie

Daniele Costa (Castelfranco Veneto, 1992). Inizia la pratica artistica nel 2013 dedicandosi prevalente­ mente al video. Nel 2015 consegue la laurea di primo livello in Discipline delle arti musica e spettacolo all’Università di Padova. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Arti visive presso l’Univer­sità IUAV di Venezia. La sua ricerca si focalizza sulla conoscenza del corpo umano, utilizzando sia un approc­cio scientifico che una ricerca emotiva dell’individuo. I suoi progetti sono stati presentati in istituzioni e festival quali National Gallery of Art Tirana (AL), House of King Peter I Belgrado (RS), Artevisione Careof e Sky Arte (Milano), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia).

Nicola Zolin (Thiene, 1992). Ottiene il diploma di primo livello nel 2014 all’Accademia di belle arti di Venezia, successivamente si iscrive al corso di laurea magistrale in Arti visive all’Università IUAV di Venezia. La sua pratica si concentra sull’utilizzo del suono prevalentemente in ambito performativo, esplorando sonorità estreme e distorte contrapposte a bordoni industriali. Nel 2016 fonda assieme ad Alberto Cattani l’etichetta di musica sperimentale Rest Now! Recordings, con sede a Venezia. Partecipa inoltre a workshop e sessioni in studio con Teho Teardo, Charlemagne Palestine e Ben Frost.

Simone Rossi (Padova, 1993). Editor di Cactus, magazine semestrale di cultura visuale che coniuga moda, arte contemporanea e fotografia, con sede a Milano. Ha curato pop­up show dell’artista cinese Lu Yang (Milano, 2015) e del duo di fotografi Christto and Andrew (Firenze, 2016). È studente magistrale in Arti visive presso IUAV, Venezia dove ha collaborato con la redazione della rivista di tradizione clas­sica Engramma. Ha lavorato, inoltre, presso Kaleidoscope Magazine, UnFLOP paper e partecipato a workshop con Johan Grimonprez e Judith Clark.

Nicola Cappelletti (1978) è musicista, compositore e sound designer. Dopo gli studi giovanili di violino, e la laurea in Semiotica del testo, prosegue la carriera musicale in ambito pop rock pubblicando diversi dischi e intraprendendo una intensa attività concertistica in tutta Italia. Parallelamente alla professione visual designer e content designer, è studente di composizione elettroacustica al Conservatorio di Perugia, e si dedica attualmente a sonorizzazione live, concerti di live electronics e progetti di sound art.
https://soundcloud.com/cuordileone

Andrea Staiano (1978), dopo aver frequentato Chimica e tecnologia farmaceutica all’Università di Perugia, comincia ad interessarsi di grafica e animazione, passione che nel 2005 lo porta in Olanda. Ad Amsterdam lavora nel settore pubblicitario come motion designer mentre studia al SAE institute Digital Film Production. Fino al 2010 continua a lavorare come motion designer, illustratore e visual artist lavorando per numerose agenzie su progetti internazionali. Nel 2010 fonda insieme ad alcuni amici la compagnia Hello, Savants! che si occupa di produzione video commerciali digital e broadcast, ma anche di installazioni, VFX, il­lustrazione, videoclip e visual art.
https://vimeo.com/hellosavants

Valentina Furian (1989) vive e lavora tra Roma e Venezia. L’indagine dell’artista si sviluppa a partire dalla necessità umana di cura e di conservazione. Ricerca una connessione di luoghi geografici e spazi fisici e percettivi distanti tra loro, che vengono accostati in una nuova dimensione in cui il confine tra realtà e finzione, naturale e artificiale è molto sottile. Nei suoi ultimi lavori sperimenta la pratica performativa in dialogo con il medium del video. Nel 2017 partecipa al programma Art&Business ed è artista in residenza a PIAZZA + (Padova) con il collettivo 10.18. Nel 2016 viene selezionata come finalista ad Arte Visione, Careof e Sky Arte. Nel 2015 partecipa ad Academy Awards, Via Farini ed è artista in residenza alla Bevilacqua la Masa. Prende parte aI workshop con Caretto e Spagna alla Fondazione Pistoletto e con Lara Favaretto alla Fondazione Spinola Banna per l’arte.

Matteo Polato (1988) vive a Padova, dove ha conseguito la laurea in Scienze della comunicazione e sta al momento completando il Master in Musica Elettronica presso il conservatorio “C. Pollini”. Sue com­posizioni acusmatiche, mixed media, installazioni e performance sono state presentate a numerosi festival come XXI CIM (Cagliari), SaMPL Living Lab (Padova), Diffrazioni festival (Firenze), Impuls festival (Graz), NYCEMF (New York), Störung festival (Barcellona), Invisible Cities / Contaminazioni Digitali (Friuli), Helicotrema (Venezia) ed altri. È inoltre attivo nel campo dell’avant­rock e della psichedelia con band come Mamuthones (Rocket recordings). Il suo percorso artistico si muove tra musica, sound art e performance alla ricerca delle possibilità narrative e rappresentative del suono, suono come interfaccia di interazione con lo spazio attraverso il quale sviluppare uno storytelling non prefissato ma performativo, collettivo, in divenire.

Vincenzo Luca Picone nasce a Palermo nel 1992. Terminati gli studi liceali si trasferisce a Milano per fre­quentare l’Accademia di belle arti di Brera. Attualmente è stato selezionato per la realizzazione di un’opera pubblica in collaborazione con la Metropolitana Milanese, nei cantieri della nuova metro M4 di Milano. In questi anni ha partecipato a diversi programmi di interscambio e residenze d’artista; tra queste, presso il museo Bòlit, Centro de Arte Contemporaneo de Girona, nel 2015 vede destinata l’opera “Forma Urbis” alla collezione permanente.
https://vincenzolucapicone.wordpress.com

Valentino Russo. Sono nato a Roma nel 1994. Dopo la laurea triennale in “Arti Multimediali” allo IUAV di Venezia mi sono trasferito in Olanda dove sto completando un master in “Artistic Research” alla Royal Academy of Art de L’Aia. Lavoro con video, installazioni e musica (con lo pseudonimo di Timmy O’Tool). La mia pratica artistica è un mix di iconografie e simboli provenienti da contesti diversi, le gerarchie tra cultura “alta” e “bassa” si vanno sfumando in favore di una rete di corrispondenze metaforiche ed immaginifiche.
http://valentinorusso.altervista.org

Teonas Borsetto (1996) ha intrapreso il percorso di laurea triennale in “Computer Music” presso la Kunstuniversität di Graz dopo la maturità linguistica. La sua formazione musicale comincia con lo studio della batteria acustica presso la scuola di musica di Paluzza, cui sono seguiti seminari e concorsi con il conseguimento di diplomi di merito.

Simone Sims Longo (1989) è un compositore e performer di musica elettronica. Laureato in compo­sizione elettroacustica al Conservatorio “G. F. Ghedini”, la sua attività sonora spazia dalla composizione alle installazioni multimediali, passando per il sound design e la musica per le immagini. Ha lavorato allo ZKM di Karlsruhe, al Soluxion Lab di Berlino e all’ACROE di Grenoble, dov’è diventato parte di EASTN/European Art Science Technology Network. Come compositore è interessato alla creazione e manipo­lazione del suono nel dominio digitale e si focalizza, in particolare, sull’esplorazione del timbro tramite differenti tecniche: sintesi per modelli fisici, sintesi granulare, sintesi FM, elaborazione del segnale e decostruzione di suoni concreti. Nei suoi lavori utilizza spesso un’iterazione multilivello dei campioni, indagando le variazioni asincrone e poliritmiche delle texture sonore. Numerosi sono i live­set dedicati al dancefloor tra techno, speri­mentazione e la parte più evoluta della musica da club. Ha eseguito le sue composizioni a Spektrum art science community di Berlino, allo ZKM di Karlsruhe, al festival AST2015 presso Le Magasin di Grenoble, al Festival Segnali di Perugia, al festival MAtera INtermedia, alla rassegna N3xt Clubsteppin’ di Bologna e al festival Encode di Cuneo.
http://www.simonesimslongo.com